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L’ispirazione dei BTS: Black Swan

“Non c’è artista che sia soddisfatto. […] C’è solo questa unica divina insoddisfazione, un lieto senso di irrequietezza che ci spinge avanti e ci rende più vivi di altri.” – Martha Graham



Come esseri umani, tutti noi abbiamo una capacità infinita di fare ciò che vogliamo. Un modo per poter sfruttare questo potenziale è attraverso un hobby, una specialità, quel qualcosa che è nostro, che ci aiuta ad esplorare noi stessi e, spesso, lo sfruttiamo per sfuggire dalla caoticità senza fine delle nostre vite. Ma viviamo comunque in una società capitalista, in cui ci ritroviamo a combattere per ottenere l’attenzione l’uno dell’altro, in modo che tutti possano vedere o sentire ciò che si è fatto e trarre così profitto dalle proprie creazioni. Del resto, la principale fonte di profitto delle aziende deriva proprio dall’interesse dei propri clienti. Qualcosa che scaturisce da questo, e che le persone vedono sempre più spesso, sono i “video motivazionali” che incoraggiano a fare ciò che si ama.


Non è un problema, non essere motivati. È in questi momenti che questi video possono aiutare a ritrovare la motivazione. Ma se proprio non te la sentissi di fare quel qualcosa che è tuo? E se questa sensazione si fosse trasformata in giorni e giorni di “voglio migliorarmi ancora, ma non so come”? Ti senti come se voci altrui ti stessero facendo pressioni per fare qualcosa di innovativo con questa tua specialità e di metterla in mostra nei social. Ma tutto ciò che provi è la paura che non sarà perfetta. Questo è proprio ciò che cerca di esplorare Black Swan, il film come la canzone di MAP OF THE SOUL: 7, e questo blog cercherà di approfondire questo tema.


Il cigno nero, titolo originale Black Swan, è un film drammatico psicologico del 2010, diretto da Darren Aronofsky e con protagonista Natalie Portman. Liberamente ispirato al balletto Il lago dei cigni, il film segue le vicende di Nina Sayers, una ballerina di danza classica per la New York City Ballet Company che vive con una madre gelosa e ultra protettiva, Erica. La compagnia di danza vuole aprire la stagione con il Lago dei cigni di Čajkovskij, per cui il direttore di scena Thomas Leroy cerca una nuova ballerina che possa interpretare i ruoli di Odette, il cigno bianco, e Odile, il cigno nero. Nina ha l’innocenza del cigno bianco, ma le mancano l’audacia e la passione del cigno nero. Ciò che succede dopo che ottiene i ruoli è esattamente ciò su cui si vuole focalizzare la storia del film.


“Profondità

Sì, credo di andare sempre più in profondità

Continuo a perdere la concentrazione

Ora liberami, odio tutto questo

Preferisco andarmene coi miei stessi piedi

Mi immergerò

Nella profondità più assoluta,

Ho visto me stesso.”


Ciò che lega il film alla canzone dei BTS sono paura e insicurezza. Nel film, Nina ottiene il doppio ruolo del cigno bianco e del cigno nero; questo marca l’inizio della vera lotta: mostrare la propria autenticità. Far parte del mondo dell’arte, in questo caso della danza classica, è un’esperienza intensa, che comporta anche tante pressioni per essere migliori rispetto agli artisti venuti prima di te.


A casa, Erica ha abbandonato la danza per concentrarsi su Nina che tratta come una “dolce bambina”, cosa che la sua stanza dai colori rosa, piena di orsacchiotti e il carillon mette in evidenza. È proprio questo atteggiamento che ha portato Nina a bloccarsi tra la preadolescenza e l’età adulta. Beth, ballerina che Nina sostituisce, era sempre la parte migliore di ogni stagione della loro compagnia di danza. Nina la venerava al punto da voler diventare perfetta come lei, cosa che l’ha portata persino a rubare i suoi oggetti. Questo desiderio non fa che aggiungere pressioni, cosa che le impedisce di diventare il cigno nero. Ciò che intensifica questo suo tormentoso viaggio è la graduale perdita di contatto con la realtà. Alla fine finisce per perdere se stessa nell’esibizione, momento in cui diventa il cigno nero.


Indipendentemente da quello che facciamo, ci sarà sempre quella sensazione di paura dietro l’angolo all’interno delle nostre teste. Ci confondiamo mentre cerchiamo di combatterla, e questo ci rende insicuri delle nostre stesse capacità. Ma è proprio questa la bellezza delle nostre emozioni. Le emozioni negative ci spingono a fare qualcosa che sia significativo per noi stessi e per gli altri, portando le nostre capacità a raggiungere nuove vette. Quello che vediamo nel film è proprio questo: le persone che circondano Nina hanno diverse opinioni su di lei e, internamente, lei credeva avessero ragione. Ma all'apice della storia, ha dimostrato a tutti che si sbagliavano incanalando le sue paure e la sua insicurezza. Possiamo imparare a fare lo stesso mentre cerchiamo di essere più gentili con noi stessi.



Scritto da: Anugya

Editato da: Dae

Designed a cura di: Achan

Tradotto da: adeat

Traduzione editata da: Eleonora e Mars


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