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BREAK THE STEREOTYPES - PRIMA PARTE ESSERE ARMY È UN SECONDO LAVORO

Stereotipo (sost.): Modello convenzionale di atteggiamento, di discorso e simili: ragionare per stereotipi. In particolare, in psicologia, opinione precostituita, generalizzata e semplicistica, che non si fonda cioè sulla valutazione personale dei singoli casi ma si ripete meccanicamente, su persone o avvenimenti e situazioni (Treccani).


L'ignoto è qualcosa di spaventoso, e il cervello umano è fatto appositamente per trovarvi una spiegazione, per quanto possa essere fantasiosa e priva di fondamenti. Gli ARMY hanno dedicato l'omonimo fandom alla boyband sudcoreana BTS, e un'organizzazione così numerosa, ben organizzata e zelante può risultare altrettanto spaventosa. Di conseguenza, in molti preferiscono addossarci etichette e stereotipi per sentirsi più tranquilli. La parola "boyband" fa pensare a qualcosa di futile e sdegnoso, e la gente pensa che il nostro fandom sia composto da cosiddette "ragazzine urlanti".


Combattere gli stereotipi


Noi di ARMY Magazine (AM) sogniamo di smentire gli stereotipi che circondano i BTS e gli ARMY. Siamo convinti di poter illustrare la grande diversità del nostro fandom senza dover per forza sminuire l'impatto che i fan più giovani hanno sulla musica. Tra i fan dei BTS non ci sono solo adolescenti; proprio come la Persona, l'Ombra e l'Ego dell'essere umano, anche gli ARMY hanno molte facce. Partendo dal nostro staff, esploreremo gli impegni e le responsabilità quotidiane che comportano carriere appassionanti, il tutto restando orgogliosamente ARMY.

I numeri denunciano subito una certa varietà tra le schiere di ARMY. Attualmente noi di AM contiamo ben 103 volontari: alcuni dei più giovani stanno muovendo i primi passi nel mondo del lavoro, mentre altri possono vantare quindici, o anche venticinque anni di esperienza nel proprio campo.


(GRAPHIC #1)

(Written above): Da quanto tempo lavori nel tuo settore?

(First column): da meno di un anno

(Second column): da uno a cinque anni

(Third column): da cinque a dieci anni

(Fourth column): da più di dieci anni



(Written under the graphic) Risultati del sondaggio condotto tra i membri di ARMY Magazine


Tanti ARMY, tanti mestieri


Lia ed Elena, rispettivamente traduttrici di lingua indonesiana e spagnola, nella vita sono due insegnanti molto dedite al loro lavoro. Marcie, la nostra assistente manager del dipartimento editoriale, autrice e redattrice di AM, è anche lei docente. Elena insegna a studenti delle medie, Marcie si occupa di studenti delle superiori con disabilità, e Lia insegna inglese ad alunni delle elementari in Indonesia.

L'altruismo è fondamentale anche nel lavoro di Shay e Katelyn. Quest'ultima, oltre a ricoprire il ruolo di ricercatrice presso AM, lavora anche come impiegata di biblioteca. Shay invece, la nostra general manager, è una coordinatrice di servizi di assistenza domiciliare.

Del suo lavoro dice: "Fisso appuntamenti per le visite a casa dei pazienti, mi occupo delle assunzioni, controllo i precedenti dei potenziali dipendenti, insegno primo soccorso e rianimazione, ecc."

ARMY Magazine ha anche rappresentanti tecnici e creativi. ThornToHisRose è una graphic designer sia per AM che nella vita, proprio come Eli, che si occupa di creazione di contenuti multimediali. Achan, un'altra designer, lavora come venditrice porta-a-porta. Judy, nostra designer e co-manager [del suo team], lavora come arredatrice d'interni, e Kevia, del team di Risorse Umane e Traduzione, lavora come consulente di ricerca per un Istituto di Formazione di Comunicazione Scientifica. Quando non scrive sul blog di AM, Nawaahl è assistente professionale per un IT Business Partner. Cominciate a vedere qualche crepa nel muro di stereotipi?


(GRAPHIC #2)

(Written above): Settori di attività presso ARMY Magazine

(Blue): Istruzione

(Red): Sanitario e Scientifico

(Orange): Design e Tecnologia

(Green): Marketing e Comunicazione




Destreggiarsi tra lavoro e ARMY Magazine


Dedicarsi contemporaneamente a due "carriere" richiede notevoli doti organizzative. Pury, la nostra co-manager di lingua indonesiana, traduttrice e virologa che si occupa di ricerca e test di laboratorio, dedica ad AM le ore notturne dopo il lavoro o, talvolta, durante la pausa pranzo. Stesso discorso per una delle nostre traduttrici francesi, Melis-san, che lavora come assistente commerciale amministrativa per una piccola agenzia musicale.

Imitando i passi dei BTS e le loro vite piene di impegni, le parole chiave per gli ARMY che lavorano sono "organizzazione" ed "equilibrio." Kevia, Elena, Lia, Achan e ThornToHisRose sono soddisfatte del punto di equilibrio che hanno trovato tra il lavoro ed essere ARMY, mentre Dani, ricercatrice ed Emergency Manager, trova che gestire tutto allo stesso tempo sia faticoso. La pensa così anche Avi, manager delle Risorse Umane, traduttrice e blogger di AM, e anche venditrice per la più grande azienda di cosmetici in Indonesia. "Se non amassi sia la mia carriera che AM, non penso che ce la farei." ci svela.

Shay conferma: "Ho imparato a gestire il mio tempo in maniera ottimale dopo essere entrata a far parte di AM."

Ashley, manager e designer per i nostri social, lavora nella farmacia all’interno di un centro traumatologico di livello I. Per lei AM è una pausa dalla vita quotidiana. “Quindi cerco sempre far combaciare tutto,” afferma entusiasta. Katelyn e Marcie, invece, portano a lavoro parte del loro stile di vita ARMY. “Lavoro con il team di ricerca, e a volte continuo le ricerche sui BTS anche in ufficio,” racconta Katelyn.

Una volta me ne vergognavo un po’,” ci svela Marcie, “ma un giorno mi sono detta “Ma che importa! Dillo e basta.” E da quel momento, il mio responsabile ha dato l’ok per un club K-pop!


Stile di vita ARMY e carriera: influenza a doppio senso


Per entrare a far parte di un team di collaboratori ARMY e al tempo stesso mantenere una carriera occorre un grande senso di dedizione che influisca sia sul lavoro che sulla vita del fandom. L’effetto che emerge per primo è la positività. Jackie Murphy, traduttrice in lingua spagnola per AM e sorvegliante presso una scuola elementare, condivide i messaggi carichi di positività dei BTS con i colleghi, e cerca sempre di far presente ai bambini che è importante avere fiducia in se stessi e amarsi. Shay sostiene che la sua positività si rispecchi anche nel modo in cui interagisce con i suoi collaboratori. A scuola, Elena sottolinea “l’importanza di imparare anche la cultura insieme alla lingua” e come esempio mostra quello che ha imparato “della lingua coreana tramite i BTS.

Katelyn ha curato una piccola mostra alla libreria dove lavora per fare un po’ di informazione al pubblico sui BTS e la cultura coreana, aiutando anche ad arricchire la loro collezione con la musica dei ragazzi.

Anche il tema della connessione è molto popolare tra i membri dello staff di AM. Katelyn, grazie ai BTS, si è messa in contatto online con altri ARMY che lavorano presso biblioteche. Kevia ha trovato una comunità di ricercatori ARMY che l’hanno aiutata a vedere il suo lavoro da un’altra prospettiva, ed Eli dà il suo contributo agli spazi ARMY dedicando al contempo maggiore attenzione agli elementi grafici che utilizza. “Essere ARMY ti mette al corrente di molti problemi sociali,” continua Eli. “Ti fa sentire più consapevole, senti di avere dei doveri nei confronti della società.

Lavorare come volontaria per AM ha aiutato Judy ad organizzare meglio il suo lavoro. Essere un membro del fandom si è rivelato utile anche per Avi. “Come venditrice lavoro a stretto contatto coi clienti, e la Big Hit mi ha insegnato molto sulle strategie di promozione dei “prodotti.” (…) Ho anche realizzato una presentazione per spiegare al mio capo come lavora la Big Hit, abbiamo addirittura adottato alcuni dei loro metodi di ricerca di mercato!” A Melis-san è servito a capire perché ha “scelto di aiutare gli artisti di nicchia o emergenti ad evolversi e ad affrontare le piccole sfide quotidiane che comporta questa carriera.

Ashley e ThornToHisRose fanno notare che proprio grazie ai loro lavori possono “permettersi” la loro vita da ARMY e di acquistare gadget e biglietti per i concerti, per esempio.

I BTS sono ottimi per tirare su il morale. Pury solitamente guarda i loro video prima di andare a lavoro per fare un po’ di carica di allegria. Ashley ci racconta che: “[essere un ARMY] mi rende veramente felice, mi ha aiutata ad affrontare certe giornate no a lavoro,” e ThornToHisRose concorda, perché fare parte degli ARMY le ha dato il coraggio di cui aveva bisogno “per non cedere alle pressioni.

Le difficoltà coi colleghi

Molti ARMY non nascondono la loro passione e sono fieri di far conoscere i BTS ai loro colleghi. Ciononostante, spesso si ritrovano di fronte a reazioni che spaziano da razzismo a commenti poco carini, da stupore e confusione a indifferenza.


(GRAPHIC #3)

(Written above): I tuoi colleghi sanno che sei un ARMY?

(red slice): No

(blue slice):



I colleghi di Marcie, Achan, Lia, Pury e Avi hanno reagito molto bene, certi sono addirittura ARMY. “I miei colleghi ne sono entusiasti! Mi supportano, e quando sono alla mia scrivania e metto su un po’ di musica, si avvicinano e ascoltano (…) I miei colleghi e il mio capo mi hanno regalato una felpa dei BTS, mi hanno anche comprato MOTS: 7.” racconta Nawaahl.

Alcuni dei colleghi di Katelyn sono ARMY come lei, hanno preparato diverse postazioni computer per aiutarla ad ottenere i biglietti per il concerto “Speak Yourself”. È anche riuscita a convertire una sua collega, una bibliotecaria 70enne.

ThornToHisRose afferma che “una volta superata la fase “ma come fai a capirli?”, molti dei miei colleghi hanno cominciato a rispettare i BTS per le loro azioni, il loro talento e le loro vittorie.

Al contrario, i colleghi di Jackie Murphy non hanno ben compreso “il fascino che esercitano i BTS sugli adulti.”

Melis-san non ha ancora trovato il modo di dirlo ai suoi colleghi, perché “gli stereotipi sulle fangirl mi danno da pensare, temo che i miei colleghi possano fraintendere, soprattutto perché io in quest’industria ci lavoro. (...) È difficile difendere i BTS in un Paese dove la cultura pop è per le fasce meno acculturate della popolazione… ma spero di riuscirci!” conclude. A volte è difficile essere se stessi quando si vive in un mondo di stereotipi.

Dal canto suo, Ashley non è mai stata troppo interessata alle reazioni dei colleghi. “Ovunque vada e a chiunque mi rivolga, parlerò sempre dei BTS!” dichiara con orgoglio. E noi non potremmo essere più d’accordo con questa determinazione ad abbattere le barriere!

Speriamo che le storie del nostro staff vi abbiano incoraggiato a provarci, sempre. Potreste rimanere stupiti dalle reazioni! ARMY, in attesa del nostro prossimo blog, vi ricordiamo che le vostre testimonianze sono sempre benvenute, e nel mentre continuiamo a supportare i BTS, aiutare le persone ad espandere i loro orizzonti e a portare un po’ di amore e consapevolezza. Purple You!

Scritto da: Hel.B

Editato da: ren

Design a cura di: ThornToHisRose

Tradotto da: Monica